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Emozioni
«forti» si provano in bicicletta, difficili da
descrivere: la fatica che si attacca
tenace ai polpacci, l'incredibile complicità che nasce, sulle impervie salite,
con questo splendido «animale»
meccanico, il «volo» trionfale
nelle sfreccianti discese, che fa sibilare le orecchie e mozza
il
respiro, la bellezza struggente dei colori, delle immagini,
degli
odori che ti vengono incontro umili ed improvvisi.
Difficile
immaginare qualcosa che in modo altrettanto
magico rapisca temporaneamente dalle
consuetudini quotidiane per far riattraversare di colpo la magia dell'infanzia.
Certo è un incantesimo sottile e potente
che se da un lato dilata, improvviso, i confini del tempo, dall'altro concede la
conquista
di più vasti spazi.
Attenzione
tuttavia a non violare le mitiche frontiere, a
non oltrepassare ad ogni costo i limiti,
ciò equivarrebbe a perdere l'incanto.
Sottoporsi ad inutili rischi, fronteggiare
pericolosi
equilibrismi nell'illusione di arrivare dappertutto
sarebbe
sciocco.
Il
buon senso e l'amore vero per la montagna costituiranno certo, al di sopra di
inutili polemiche, la migliore
guida per esplorare questo incredibile
sogno. |